mag 1

Come Beppe Grillo dice, Internet è bella perchè ci si può trovare tutto, ed il contrario di tutto.

Questa volta tocca proprio a lui, Giuseppe Piero Grillo che deve raccogliere un po’ di critiche sorte -spontaneamente- qua e la in rete, proprio nel periodo in cui ha iniziato ad attaccare giornali e giornalisti.

Ecco un po’ di links:

http://www.carraronan.org/2008/04/27/speciale-beppe-grillo-il-grande-truffatore/

http://www.lulu.com/content/2190304

http://www.blogtrotters.org/

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=257599&START=0&2col=

http://it.youtube.com/watch?v=yX2pum_HR7w

Buona lettura.

dic 3

Come promesso nel precedente post sulle scie chimiche,  ecco qui la seconda puntata di "Rebus"  trasmessa il 30/11/2007 dal circuito OdeonTV. Come l’altra volta, gli argomenti trattati all’interno della trasmissione, sono stati -sezionati- da Paolo Attivissimo in un post sul suo blog. L’unico motivo per cui è presente l’intera puntata di Rebus su questo mio blog, è per il fatto che la versione fornita dal sito di OdeonTV è in formato "WMV" e non è quindi correttamente visualizzabile da chi usa un sistema operativo diverso da Windows o Mac.

Buona visione e… buona lettura.

 

Flavioweb Video

 

nov 25

Questa è la puntata di Rebus, trasmissione di Odeon TV andata in onda il 23 novembre 2007.  La pagina ufficiale di Odeon TV dalla quale è possibile visionare anche altre puntate della trasmissione Rebus, è raggiungibile cliccando questo link . Ho deciso di rendere disponibile questa puntata sul mio blog perché leggendo i commenti ad un post di Paolo Attivissimo sul suo sito, mi sono accorto che la puntata era disponibile -in rete-, ma purtroppo solo in formato "wmv", quindi visionabile solo a chi usa regolarmente il sistema operativo Windows di Microsoft. Dato che credo sia molto interessante confrontare quanto mostrato in video da Odeon TV con quanto scritto da Attivissimo nel suo blog, questo vuole essere semplicemente il mio contributo a chi, come me, è interessato al video ma non usa Windows come sistema operativo. Buona visione e buona lettura.

 

Flavioweb Video

 

nov 9

Ecco, ci risiamo!
La Microsoft ne ha combinata un’altra delle sue, ma questa volta non me la sento nemmeno di incolparla.
E’ una cosa tanto assurda, da rendermi completamente incomprensibile "come" sia possibile che, una persona normodotata intellettualmente, possa ancora considerare sostenibili i brevetti in campo software.
Come riportato anche da PuntoInformatico, la software house di Redmond si è accaparrata il brevetto… per i saluti!!!
Siii !!! Non sto scherzando!
E’ il brevetto per "quando un utente termina una conversazione con un interlocutore, invia automaticamente il saluto all’interlocutore stesso", oppure per quando  " è difficile chiudere una conversazione o se l’utente è di fretta" e si trova costretto a "chiudere la finestra senza concludere in maniera educata la conversazione con un messaggio di saluto".
In pratica la MS ha brevettato una -funzione- o, per meglio dire, un’ usanza che chi frequenta i canali IRC pratica regolarmente da tempo immemore, e che veniva utilizzata addirittura prima anche nelle BBS amatoriali !!!
Sono sicuro (?) che nessun giudice di buon senso e minimamente informato su quanto gli viene sottoposto a giudizio, possa mai permettere alla MS o a chicchessia di vincere una causa utilzzando un simile brevetto (spero che dimostrare l’esistenza e il diffuso precedente utilizzo di una presunta -invenzione- rispetto al brevetto conti ancora qualcosa a questo mondo…), ma credo anche che una piccola/media impresa assalita da centinaia di cause, portate in tribunale da altrettanti -presunti inventori- o dalla mega-azienda di turno, difficilmente possa sopportare il colpo di tutte le spese per le pratiche legali, andando perciò dritta verso la bancatotta. Di conseguenza son certo che questi pseudo-inutili brevetti possano comunque fare molti più danni di quanto possano creare beneficio nel campo del software (e forse anche in altri campi).
Ma cos’altro dev’essere brevettato in campo software, perchè si capisca che è controproducente, assurdo, inutile, assolutamente contro l’innovazione ed il miglioramento, il fatto di applicare i brevetti a programi per elaboratore???
Forse dovremo aspettare qualcuno che brevetti il "dispositivo a pressione o sfioramento per attivazione volontaria di circuito integrato" (interruttore?) ?

Ma va la, va…

set 27

Sembrerà incredibile, ma un foglio di calcolo prodotto da un’azienda che ha un indotto di milioni di euro al mese, sbaglia delle semplicissime operazioni matematiche di moltiplicazione!
Non ci credi?
Prova ad inserire in una qualsiasi casella del software Excel 2007 la seguente operazione matematica e chiedi al programma di calcolarne il risultato:
"=850*77.1"
con non poca meraviglia otterrai 100000 al posto di 65535, come correttamente viene calcolato da altre suite da ufficio, libere e gratuite come OpenOffice o a pagamento, come StarOffice di Sun…
La Microsoft dice che si tratta "solo" di un errore di visualizzazione, cioè che la routine del software preposta "a fare i conti" è corretta, ma poi il risultato viene visualizzato in maniera errata, e che è già in lavorazione una correzione.

In attesa della "correzione" proposta da Microsoft, consiglio di installare questa patch.

Se ne parla anche nel sito di Attivissimo

ago 7

Come molti avranno ormai già sentito, Bill Gates ha costruito una nuova casa, una casa MOLTO grande, con 35 garage, diversi edifici e così via. Un particolare non molto noto è costituito dai problemi che ha avuto con la nuova dimora. Ciò che segue rappresenta una parte di una conversazione che Bill ha avuto con l’impresario edile:
Bill: Ci sono alcune cosette di cui dovremmo discutere.

Impresario: Nessun problema, lei ha il nostro supporto di base. Le
chiamate sono gratis per i primi 90 giorni, in seguito paga solo 75$.
Okay?

Bill: Bene. La prima questione riguarda il soggiorno. Pensiamo che sia
un po’ più piccolo di quanto concordato.

Impresario: Effettivamente si è giunti a qualche compromesso per far
sì che fosse completato entro la data prevista.

Bill
: Non saremo in grado di farci stare tutti i mobili…

Impresario: Beh, avete due possibilità. Potete comprare un nuovo
soggiorno, più grande, oppure potete utilizzare uno “stacker”.

Bill
: Uno “stacker”?

Impresario: Certo, consente di inserire il doppio dei mobili nel
soggiorno. Accatastandoli, naturalmente, potete mettere il centro
divertimenti sul divano, le sedie sul tavolo ecc.. Lasciate un punto
vuoto, in modo tale che, quando volete utilizzare certi mobili, potete
toglierli dal mucchio e rimetterli a posto quando avete finito.

Bill: Hmm…veramente… Seconda questione: riguarda l’impianto
d’illuminazione. Le lampadine che abbiamo portato dalla nostra vecchia
casa non vanno bene: le filettature vanno in senso opposto.

Impresario: Beh, ma quella è una loro caratteristica! Le lampadine che
avete non sono plug&play. Dovrete aggiornarle con delle nuove.

Bill: E per quanto riguarda le prese elettriche? I fori sono rotondi
anziché rettangolari. Come la mettiamo?

Impresario: Si tratta di un’altra caratteristica studiata tenendo
presenti le necessità del cliente. È sufficiente disinstallare e
reinstallare l’impianto elettrico.

Bill
: Sta scherzando?

Impresario: No, è l’unico modo…

Bill
: (sospirando) Beh, ho un ultimo problema. Qualche volta, quando
ci sono ospiti, qualcuno tira lo sciacquone e non si ferma più. La
pressione dell’acqua scende a tal punto che le docce non funzionano.

Impresario
: È un problema di mancanza di risorse. Un impianto non
riesce a concludere e s’impossessa di tutta la risorsa, impedendo agli
altri impianti di accedere.

Bill: E come lo risolvo questo problema?

Impresario
: Beh, ogni volta che tirate la catena dovete uscire da
casa, chiudere l’acqua a livello stradale, riaprirla e rientrare in
casa. In questo modo potete continuare come prima.

Bill: Ma… è il colmo!!! Che razza di prodotto mi sta vendendo?

Impresario: Ehi, se non le piace nessuno la costringe a comprarlo.

Bill
: E quando verrebbero risolti questi problemi?

Impresario
: Beh, nella prossima casa, che sarà pronta per l’anno
prossimo. In effetti doveva essere finita per quest’anno, ma abbiamo
avuto dei ritardi… le ricorda qualcosa?

lug 28

…come dicono loro, che bisogna valutare i fatti e che Linux è il male…
Però intanto quelli di Redmond dopo aver aperto un blog sull’open source, adesso dedicano una parte del sito Microsoft allo stesso argomento.

Se non puoi vincerli unisciti a loro o, perlomeno, cerca di farlo (?).

mag 2

Alcuni nell’affannarsi a sopravvivere affermano (e altri riportano) che dei numeri sono “proprietà intellettuale” e quindi non andrebbero utilizzati ne resi pubblici. Secondo loro questa è l’era in cui una persona non può scrivere una cosa come:

30 39 20 66 39 20 31 31 20
30 32 20 39 64 20 37 34 20
65 33 20 35 62 20 64 38 20
34 31 20 35 36 20 63 35 20
36 33 20 35 36 20 38 38 20
63 30
(ASCII Esadecimale),

oppure pubblicare un’immagine come:

Sono solo numeri.

senza aver la paura di poter incorrere in qualche gabola legale involontariamente.

Fortunatamente questa “storia” l’abbiamo già vissuta in passato con scarsi risultati per chi “non vuole”; personaggi ai quali vorrei ricordare questo aforisma di Charles Darwin che di “sopravvivenza” ha dimostrato di sapere -qualcosina-:
“l’organismo che sopravvive non è, ne il più intelligente ne il più forte, ma quello con la più spiccata adattabilità“.

Bisogna stare sempre più attenti…

feb 14

Si sta facendo tanto parlare in questi giorni di DRM e Trusted Computing (Informatica -Affidabile- o -Fidata-) a causa di una dichiarazione rilasciata da uno dei -papà- di Apple, Steve Jobs. Le discussioni nascono dal fatto che nella dichiarazione rilasciata da Jobs egli dice di essere più che favorevole, anzi, auspica l’abbandono da parte delle major della musica di tutto quel sistema che viene normalmente identificato con la sigla DRM (in italiano Gestione Digitale dei diritti d’autore). Si può leggere questa dichiarazione >>in lingua inglese<< oppure tradotta >>in italiano<<. Riprendo pari-pari il testo da Melablog.it e lo riporto qui per completezza:

“Con il sorprendente successo globale dell’iPod di Apple, e dello store musicale iTunes, alcuni soggetti hanno chiesto ad Apple di aprire i suoi sistemi DRM, usati per proteggere la musica dalla pirateria, in modo tale da rendere la musica acquistata su iTunes ascoltabile anche su dispositivi di marche differenti, e anche per far sì che la musica acquistata su altri store possa funzionare sugli iPod. Esaminiamo la situazione attuale e il come ci siamo arrivati, e quindi analizziamo tre possibili alternative per il futuro.

Per iniziare, è utile ricordare che tutti gli iPod sono in grado di suonare musica senza DRM e codificata in formati “aperti” licenziabili come l’mp3 e l’aac. I possessori di iPod possono acquisire la loro musica da diverse sorgenti, inclusi i loro Cd. La musica sui Cd può essere facilmente importata nel jukebox gratuito iTunes che funziona sia sui Mac sia sui Pc, e viene automaticamente codificata in AAC o Mp3 senza DRM. Questa musica può essere suonata sugli iPod e su altri lettori musicali compatibili con questi formati.

I dubbi arrivano con la musica venduta da Apple su iTunes Store. Poiché Apple non è proprietaria e non ha controllo della musica, deve ottenere i diritti di distribuzione da altri, principalmente i quattro grandi delle etichette discografiche: Universal, Sony BMG, Warner ed EMI. Queste quattro compagnie controllano il 70% della musica mondiale. Quando Apple contattò queste compagnie per ottenere il permesso di distribuire legalmente musica su internet, queste si rivelarono molto caute e chiesero ad Apple di proteggere la loro musica dalla copia illegale. La soluzione consisteva nel creare un sistema DRM, che racchiudesse ogni singolo brano acquistato su iTunes Store in un software segreto e speciale, in modo tale che il brano non potesse essere suonato su dispositivi non autorizzati.

Apple fu in grado di negoziare diritti di utilizzo molto aperti per l’epoca, che includono la possibilità per gli utenti di suonare la musica protetta da DRM su cinque computer e su un numero illimitato di iPod. Ottenendo questo diritti dalle etichette è stato un risultato ineguagliato per l’epoca, e anche oggi non è stato raggiunto dalla maggior parte di altri servizi di download digitale. In ogni caso, una clausola chiave del nostro accordo prevede che se il sistema DRM venisse compromesso, e la musica divenisse ascoltabile su altri device, sia nostro compito sistemare il problema in un numero limitato di settimane, o queste aziende potranno ritirare il loro intero catalogo dall’iTunes Store.

Per prevenire le copie illegali, i sistemi DRM devono permettere solo ai dispositivi autorizzati di suonare musica protetta. Se una copia di un brano protetto da DRM venisse pubblicata su internet, non dovrebbe essere possibile ascoltarla sul computer di chi la scarica. Per ottenere ciò, i sistemi DRM comportano segreti. Non c’è modo di proteggere dei contenuti se non tenendo dei segreti. In altre parole, anche se un soggetto utilizzasse il più sofisticato sistema di crittografia per proteggere la musica, sarebbe comunque necessario nascondere le chiavi in grado di sbloccare la musica sul computer di chi l’ha acquistata, o sul suo dispositivo di riproduzione. Nessuno ha mai realizzato un sistema DRM che non dipenda da questi segreti, per funzionare.

Il problema, ovviamente, è che ci sono molte persone abili nel mondo, alcune con molto tempo a disposizione, che amano scoprire questi segreti e pubblicare sistemi che consentano a tutti di ottenere musica gratuita (e rubata). Loro hanno spesso successo nel far questo, per questo una compagnia che tenta di proteggere del materiale digitale con i DRM deve frequentemente aggiornare il sistema, con uno più complesso da scoprire. Si tratta del gioco del gatto con il topo. Il sistema DRM di Apple si chiama FairPlay. Anche se abbiamo avuto dei problemi con FairPlay, siamo sempre riusciti a sistemarli aggiornando il software di iTune Store, del jukebox iTunes e degli iPod stessi. Fino ad ora abbiamo onorato i nostri impegni con le etichette per la produzione della musica, assicurando agli utenti il sistema con diritti d’utilizzo più liberali nell’industria del download musicale.

Partendo da questo presupposto, esploriamo tre alternative per il futuro.

La prima alternativa consiste nel continuare così, con ogni produttore in competizione libera con il suo ecosistema fatto di vendita, riproduzione e protezione della musica. Questo è un mercato molto competitivo, con le principali compagnie mondiali impegnate in grandi investimenti per nuovi riproduttori e negozi di musica online. Apple, Microsoft e Sony competono tutte con sistemi proprietari. La musica acquistata sullo Zune Store di Microsoft funzionerà solo sugli Zune. La musica acquistata da Sony Connect Store funzionerà solo sui dispositivi di Sony; e la musica acquistata dall’iTunes Store di Apple suonerà solo sugli iPod. Questo è lo stato corrente dell’industria, e i clienti sono ben serviti, con un flusso continuo di nuovi prodotti ed un ampio ventaglio di scelte.

Alcuni hanno suggerito che quando un utente acquista una libreria musicale da un negozio proprietario, questo sarebbe per sempre legato ai dispositivi di quella compagnia. O, se comprano un lettore specifico, saranno obbligati ad acquistare musica esclusivamente dallo store di quella compagnia. Ciò è vero? Proviamo ad analizzare i dati in nostro possesso su iPod e iTunes Store – sono i prodotti più popolari dell’industria, e abbiamo dati accurati in loro merito. Alla fine del 2006 gli utenti hanno acquistato un totale di 90 milioni di iPod, e 2 miliardi di brani da iTunes Store. In media, si tratta di 22 brani acquistati da iTunes Store per ogni iPod venduto.

Ad oggi l’iPod più popolare contiene 1000 brani, e la ricerca ci dice che la maggior parte degli iPod è usata in tutta la loro capacità. Questo significa che solo 22 di quei 1000 brani, o meno del 3% della musica su un iPod standard, è acquistata su iTunes Store e protetta da DRM. Il rimanente 97% della musica è in formato aperto, ed ascoltabile su qualsiasi altro dispositivo. Risulta difficile credere che solo il 3% di musica per ogni iPod sia un numero abbastanza grande da vincolare gli utenti a comprare esclusivamente iPod in futuro. E visto che il 97% della musica su un iPod non è stata acquistata su iTunes, gli utenti iPod non sono evidentemente vincolati ad iTunes Store per reperire la propria musica.

La seconda alternativa sarebbe quella che vedrebbe Apple licenziataria della sua tecnologia Fairplay ai competitor attuali e futuri, allo scopo di ottenere interoperabilità tra player di marche differenti e music store. A prima vista, questa sembra una buona idea perchè potrebbe offrire agli utenti una scelta superiore oggi e in futuro. Ed Apple potrebbe trarre profitto da una piccola quota ottenuta dalla licenza del suo DRM. Tuttavia, se guardiamo le cose più a fondo, emergono dei problemi. Il problema più serio nel licenziare i DRM consiste nello svelare alcuni segreti a molte persone in molte compagnie, e la storia ci insegna che inevitabilmente questi segreti saranno svelati. Internet ha reso queste fughe di notizie molto più dannose, visto che ogni cosa può essere divulgata al mondo in meno di un minuto. Queste fughe di notizie possono sfociare rapidamente in programmi software scaricabili gratuitamente su internet e in grado di aprire la protezione DRM, così le canzoni precedentemente protette saranno ascoltate liberamente su dispositivi non autorizzati.

Un problema ugualmente serio consiste nella tempistica necessaria a risolvere questo problema. Una soluzione efficace richiederà probabilmente un aggiornamento dei software del music store, del jukebox software e dei riproduttori con nuove chiavi segrete, e quindi il trasferimento di questi software a decine (o centinaia) di milioni di Mac, Pc Windows e dispositivi già in uso. Questo deve essere realizzato velocemente ed in modo coordinato. Ciò è già difficile quando una sola compagnia controlla tutti i pezzi. Risulta praticamente impossibile se diverse compagnie gestiscono pezzi separati del puzzle, e tutti questi devono agire in concerto per riparare il danno.

Apple ha concluso che licenziando FairPlay ad altri soggetti, non sarà più in grado di garantire la protezione della musica ai grandi quattro. Probabilmente questa stessa conclusione ha contribuito alla recente decisione di Microsoft di sostituire la sua enfasi su un modello “aperto” di licenza del suo DRM ad altre compagnie a favore di un modello “chiuso”, con un suo store proprietario, un jukebox proprietario e un dispositivo proprietario.

La terza alternativa consiste nell’abolire interamente i DRM. Immaginate un mondo in cui ogni music store vende musica libera da DRM, in formati aperti. In un mondo del genere, ogni dispositivo potrà suonare la musica acquistata su qualunque store, ed ogni store potrà vendere musica ascoltabile su tutti i dispositivi. Questa ovviamente è la migliore alternativa per gli utenti, ed Apple la abbraccerebbe molto volentieri. Se le quattro grandi compagnie decidessero di licenziare la musica ad Apple senza richiedere DRM, decideremmo subito di vendere musica libera su iTunes. Questa musica sarebbe compatibile da subito con tutti gli iPod.

Perchè dovrebbero i grandi quattro permettere ad Apple e ad altri di distribuire musica senza DRM? La risposta più semplice è che i DRM non sono mai funzionati, e potrebbero non funzionare mai, nella lotta alla pirateria. Mentre le quattro grandi etichette continuano a pretendere che la loro musica venga venduta online con i DRM, loro stesse continuano a vendere miliardi di Cd all’anno contenenti musica non protetta. Proprio così! Nessun sistema DRM è stato mai sviluppato per i Cd, così tutta la musica contenuta nei cd può essere facilmente caricata su internet, e quindi (illegalmente) scaricata e suonata su ogni computer e dispositivo.

Nel 2006 sono stati venduti meno di 2 miliardi di brani protetti dai negozi online, mentre più di 20 miliardi di brani sono stati venduti completamente senza DRM e sprotetti attraverso cd distribuiti dalle stesse etichette. Le etichette vendono la grandissima maggioranza della loro musica senza DRM, e non sembrano intenzionate a cambiare questo comportamento, visto che la grande maggioranza dei loro introiti dipende proprio dalla vendida di Cd che devono essere ascoltati su lettori Cd che non supportano sistemi DRM.

Quindi se le compagnie musicali stanno vendendo più del 90% della loro musica senza DRM, quali benefici dovrebbero trarre dalla rimanente piccola percentuale di musica bloccata dai sistemi DRM? Sembra nessuno. Se non che lo sforzo tecnico richiesto nella creazione, sviluppo ed aggiornamento dei sistemi DRM ha limitato il numero degli attori in grado di vendere musica protetta. Se questi vincoli venissero rimossi, l’industria musicale potrebbe trarre giovamento dall’ingresso di nuove compagnie volenterose di creare nuovi store innovativi e nuovi dispositivi. Questo potrebbe essere visto in modo solamente positivo dalle etichette.

Molta della preoccupazione intorno ai sistemi DRM si è sviluppata in Europa. Probabilmente chi è scontento della situazione attuale dovrebbe impiegare le proprie energie nel convincere le etichette discografiche a vendere musica libera dai sistemi DRM. Per gli europei, due compagnie e mezzo, di queste quattro, risiedono proprio nel loro territorio. La più grande, Universal, è posseduta per il 100% da Vivendi, una compagnia Francese. EMI è britannica e Sony BMG è per il 50% proprietà di Bertelsmann, un compagnia tedesca. Convincere loro a licenziare musica senza DRM ad Apple creerà un mercato della musica realmente interoperabile. Ed Apple lo abbraccerà a cuore aperto”.

Ciò che “suona male” (e mai modo di dire fu meglio usato che in questa occasione) è che questo discorso venga fatto da chi ha fin ora maggiormente utilizzato il sistema DRM sulle proprie macchine, precisamente sugli iPod. Jobs dice di essere stato costretto ad implementare il sistema dalle Major ma questa dichiarazione “suona” più come una -scusa- per difendere un mercato di cui Apple detiene l’80%. Ora che Microsoft inizierà a diffondere contenuti protetti secondo lo standard “Zune” lui sa benissimo che succederà ciò che adesso è successo agli “altri”: chi PAGA potrà utilizzare ciò che COMPRA solo dove chi VENDE gli concederà di farlo. Cioè chi comprerà da Microsoft non POTRA’ certamente ascoltare o vedere alcunchè sui prodotti Apple, volente o nolente. Come succede sempre quando si parla di argomenti interessanti, sul blog di Paolo Attivissimo si può leggere (più di) qualcosa a riguardo.

E pensare che già il 21 ottobre 2002 Richard Stallman pubblicava un documento proprio su questo argomento…

Sono passati 13 anni da quando in Italia è avvenuto il cosiddetto “Italian Crackdown”, cioè da quando si è cominciato anche nel nostro paese ad applicare alcune giuste leggi sul diritto d’autore anche per il Software oltrechè per la Musica, il cinema od i libri. Difendere il diritto che un autore ha di vedersi remunerate le fatiche sopportare per creare un’opera usando principalmente il suo intelletto, è cosa buona e giusta. Usare le leggi sul Copyright per mantere in vita con accanimento terapeutico parassiti che infestano pachidermi della stazza di S.I.A.E. o corrispettivi enti -esteri- a discapito di Autori e fruitori dell’opera stessa è pratica deprecabile, sicuramente immorale e probabilmente, almeno nel nostro paese, ai limiti della legalità. Limitare la libertà individuale di chi ha REGOLARMENTE PAGATO un bene che ha acquistato impedendogli ALL’ ATTO PRATICO di utilizzare questo bene come e dove meglio crede, è UNA REALTA’ che dovrebbe restare relegata a certi romanzi fantainformatici di Orwell.

Non voglio credere che la stragrande maggioranza delle persone sia disposta a farsi togliere parte della propria libertà in cambio (solo inizialmente) di una canzone. Possibile che io sia l’unico a comprare i CD e i DVD che veramente credo meritino di essere comprati? Certo, valuto molto la qualità prima dell’acquisto e se il prodotto non mi convince al 100% evito di spendere 30-50 euro per qualcosa che userò una volta e mai più. Finora posso dire però di aver speso bene i miei soldi: tutti i miei acquisti -girano- periodicamente nei miei lettori (quelli che scelgo io, e non quelli scelti dal DRM) e li uso sempre con piacere.

Un punto resta ben fermo: qualcosa va cambiato, ma questo -qualcosa- sicuramente non è la libertà individuale.

Post Scrittum: gli MP3 illegali, scaricati chissà dove o -passati- dagli amici, funzionano ovunque, alla faccia del DRM e di chi PAGA.

Pensiamoci.