E' da un po' di tempo che scrivo sul mio blog quasi esclusivamente "cose tecniche", ma oggi i telegiornali hanno dato una notizia che mi ha colpito e mi ha fatto pensare. Riporto qui sotto il testo preso dal sito del TG5:
Borseggio sventato, "Ho fatto solo il mio dovere"
Frastornato
dai flash, dalle attenzioni che riceve. Non si aspettava tutta questa
accoglienza, Gianluigi Barbieri, 31 anni, il giovane disabile romano
che il giorno dell'Epifania ha sventato su un autobus un borseggio ai
danni di una signora. E per quel gesto è stato insultato e malmenato
dagli scippatori, tre nordafricani.
Ho fatto una cosa normale,
ripete Gianluigi. Tanto normale che quando è tornato a casa dai
genitori non ha raccontato niente. Perché, come gli ha insegnato il
padre, carabiniere in congedo, lui ha fatto il suo dovere, da bravo
cittadino, nonostante il suo handicap. A raccontare invece quello che
era successo, l'unica persona che è intervenuta a sua difesa
nell'indifferenza degli altri passeggeri. Gianluigi è stato
rintracciato facilmente perché iscritto all'Associazione nazionale
dell'Arma alla quale dedica il suo tempo come volontario della
Protezione civile. Grazie al suo aiuto è stato identificato uno dei tre
malviventi, quello che gli ha sferrato un pugno ed un calcio. Il
sindaco di Roma Veltroni lo ha voluto incontrare per ringraziarlo del
gesto. Di un gesto appunto normale, ma non più scontato, vista almeno
che l'indifferenza nei confronti dei più deboli troppo spesso prende il
sopravvento.
Ciò che mi ha colpito di questa notizia non è il gesto civile e coraggioso del ragazzo, ma la totale indifferenza degli altri passeggeri dell'autobus che, pur vedendo il ragazzo malmenato ed indifeso davanti a loro, non hanno fatto niente per bloccare i ladri-aggressori o almeno per denunciarli a qualche autorità. Sarebbe bastato prendere il cellulare, chiamare il 113 e segnalare l'accaduto dicendo in che zona si era verificato il fatto ed in che zona si erano visti per l'ultima volta gli aggressori, dando di questi anche una descrizione fisica il più possibile precisa.
Ed invece no.
L'unica -cosa- che ha permesso di identificare almeno uno dei malviventi è stata la testimonianza del ragazzo fatta alle autorità. Inoltre se non fosse per la presenza di un giornalista sull'autobus che avendo assistito alla scena è riuscito a risalire all'esatta identità di quel giovane portatore di handicap, tutto sarebbe finito li e nessuno avrebbe saputo di quel "piccolo" gesto che sottintende la più grande onestà d'animo che uomo possa avere.
Credo che questo evento vada tenuto bene in mente e, facendo i debiti scongiuri, ricordarlo nel momento in cui anche noi dovessimo assistere ad atti del genere. Ricordiamoci che un ragazzo disabile ha garantito la sicurezza di una persona e dei suoi beni, e molte altre persone li presenti e definite "normalmente abili" non sono state capaci di aiutare niente e nessuno, nemmeno un ragazzo disabile.
Un'ultima nota su una cosa che riguarda solo in parte l'articolo del TG5; spero che questa notizia faccia riflettere quelle persone che utilizzano la parola "handicappato" come insulto. E' una cosa che mi ha sempre dato fastidio, forse perchè conosco molte persone così definite che sono e si comportano molto meglio di quelle "normali", e questa notizia ne è una dimostrazione.