Ecco cosa accade quando si -introduce- una nuova tecnlogia. Occorre sempre qualcuno che sappia spiegarne le applicazioni pratiche e fornisca assistenza.
( L’articolo originale si trova qui )
Ecco cosa accade quando si -introduce- una nuova tecnlogia. Occorre sempre qualcuno che sappia spiegarne le applicazioni pratiche e fornisca assistenza.
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A volte le persone fanno delle cose.
Poi arriva un amico e gli chiede: “ma perché?”, ed in quel preciso istante ci si accorge che quel “perché” non esiste. Non c’è una risposta precisa o perlomeno, non è possibile trovarne una semplice… L’unica cosa che ti viene da rispondere è “ero su Ebay e…”.
Eh si, è proprio cosi…
Vedendo su Ebay le fotografie di “vecchi” (mica tanto fra virgolette… su alcuni libretti d’istruzioni c’è scritto -stampato nel 1982-) accessori Commodore m’è venuta nostalgia di quella sensazione che provavo quando vedevo lampeggiare quel cursore -azzurro- su quello sfondo -blu-… e dei pomeriggi passati davanti alla tastiera per riuscire a far -rimbalzare- quelle barre colorate od a far muovere quel -logo- che -nonhomaicapitocomefacesse- Luca (lui sa di chi sto parlando) disegnava.
Ed allora si parte.
Si cominciano a fare offerte in Italia, in Germania ed un po’ovunque nel mondo, purchè nella descrizione dell’oggetto sia presente la dicitura “Commodore”. Essendo alla mia prima esperienza di acquisti su Ebay cerco di valutare molto attentamente il “tizio” che vuole vendermi qualcosa e giustamente, prima leggo un po’ di FAQ e mi informo sul forum per valutare a -spanne- quali siano i pericoli nei quali è più probabile incappare sul più noto sito d’aste mondiale.
Inizio ad aggiudicarmi qualche oggetto e dopo un veloce scambio di mail col -venditore- eccomi in attesa di ricevere il “pacchetto” esattamente come capitava tanti anni fa quando ordinavo -cose- come La Voce 3 della Systems Editoriale. La prima cosa che mi fa capire di “non essere più a quindici anni fà” è il fatto che un pacco spedito dalla Germania impiegi solamente 3 giorni per essere consegnato in Italia; all’epoca la spedizione del software di cui sopra ha impegato un mese e mezzo per arrivare da Milano a casa mia (circa 25 km… scarsi).
Ed eccomi qui, davanti al -pacco- poco più grande di una scatola di scarpe. Prendo il taglierino e con mano emozionata taglio lo -scotch da pacchi- che sigilla ermeticamente l’involucro. Sotto l’ormai sradicato coperchio di cartone appaiono parecchi giornali appallotolati allo scopo di proteggere il -prezioso carico- durante il trasporto e fra 2 -cuscini- di gomma piuma appare lui, in tutto il suo splendore retro-informatico: di un colore poco più scuro dello stesso cartone che lo contiene è il mio -nuovo- drive Commodore 1541. Con tanto di cavi d’alimentazione e seriale. Lo tolgo delicatamente dall’imballaggio e l’appoggio attentamene accanto al Commodore 64 “C” (quello più recente, bianco) esattamente alla destra del “datasette” che a sua volta è a destra del monitor “1802″, anch’esso originale Commodore. Accendo rigorosamente in ordine: 1541, monitor e C64 ed in men che non si dica sono pronto a lavorare.
Ok… lavorare… ma cosa ci faccio adesso che non ho più nemmeno un floppy di quelli che usavo all’epoca?
Niente paura! Posso usare quella decina di dischetti da “cinque e un quarto” che mi son rimasti li in soffitta e riempirli con le immagini “d64″ che uso con l’emulatore VICE, passando attaverso l’Amiga 1200 che ha, come sempre, alla destra “tutto il Commodre 64″ di cui abbiamo parlato fin’ora.
Come spesso accade quando si va a cercar nelle soffitte, si trovano cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare; ed infatti torna magicamente alla luce un disco di -lavoro- che avevo copiato all’epoca da Luca (si, il Luca di prima che faceva quei disegni che sasololuicomecavolo). Lo infilo nel drive pensando “see… figurati se va ancora” e resetto il C64 in modo da farlo ripartire usando la modalità “Fastload” della cartuccia… Ebbene sì. Nel -pacco- c’è anche una cartuccia che, in attesa di riuscirmi a procurare qualcosa di un po’ più potente, è una versione -napolitaneizzata- della Action Replay Datel. Tornando al nostro “disco risorto” do il comando “$” (equivalente di load”$”,8:list del basic 2.0) ed iniziano ad apparire sul monitor tutti i files di lavoro e le “intro” già pronte che avevamo fatto all’epoca… Non so come posso descrivere quello che ho provato in quel preciso istante… forse potrei dire “DejaVù″ all’ennesima potenza, ma sarebbe molto riduttivo. E’ come essere presi con una macchina del tempo ed essere riportati a fare la stessa cosa, nelle stesse condizioni di qualche lustro precedente. Ed il bello è che non è più o meno la stessa cosa… E’ proprio -quella- cosa lasciata li per 15 anni…

Mi dispiace di non avere la possibilità di registrare un filmato per poter mostrare in questo blog le animazioni e la musica di questa intro realizzata più o meno nel 1990-1992…

