lug 28

…come dicono loro, che bisogna valutare i fatti e che Linux è il male…
Però intanto quelli di Redmond dopo aver aperto un blog sull’open source, adesso dedicano una parte del sito Microsoft allo stesso argomento.

Se non puoi vincerli unisciti a loro o, perlomeno, cerca di farlo (?).

lug 18

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Giusto per i 2 o 3 che ancora non lo sapessero.

lug 13

Ultimamente il mio tempo libero è in gran parte occupato dalle attività svolte nell’ambito del Retrocomputing, più precisamente nel rimettere -in strada- Commodore 64 ed Amiga -vecchi- compagni di intere giornate della mia gioventù passate davanti alla tastiera. Mi piacerebbe riuscire a trasmettere a parole cosa provo nel vedere un C64 che risulta essere non funzionante ad una prima e superficiale analisi, riprendere vita dopo una -pulitura- dagli ossidi accumulati nel tempo.
Tutto il materiale che sto sistemando proviene in gran parte da ebay ed in piccola parte da persone mie conoscenti alle quali faccio solo un favore nel liberargli un pezzo di soffitta o di cantina che sia.
Volente o nolente chi mi regala o vende un oggetto del genere, inevitabilmente regala o vende anche un pezzo importantissimo di quella che oggi viene chiamata -rivoluzione informatica- e che i più “fighi” definiscono “informesciòn tecnologì”. Come ho sempre sostenuto e come sempre sosterrò, zio Bill non ha inventato proprio un bel niente e non ha portato nulla da nessuna parte: è semplicemente stato bravo a “saltare sul carro” che altri avevano inventato e che era arrivato sin dove lui è salito e che sta continuando per inerzia ad andare avanti nonostante il suo operato. Non mi sono mai piaciuti i suoi sistemi operativi e questo sentimento è stato sempre più accentuato nel tempo dal fatto che io fossi obbligato ad utilizzarli perchè “questo programma gira solo su…”, nonostante esistessero alternative tecnologicamente e qualitativamente superiori a ciò che -lui- metteva sul mercato. Misteri del marketing.
Per esempio, quando nel 1983 i prodotti realizzati dall’allora quasi neonata Microsoft giravano su macchine che si limitavano a visualizzare scritte a fosfori verdi su fondo nero ed a fare bip-bip dedicate a noiosissime e ripetitive attività da “ufficio” (e non a caso IBM significa “International Businnes Machine” e la sigla SMAU “Salone Milanese per l’Automazione dell’Ufficio”) esistevano da anni alcuni gioiellini tecnologici venduti sotto il marchio Commodore che anticipavano già allora tutto il “multimediale” tanto decantato dal nostrio zietto Bill circa didici anni dopo.
Ebbene sì, un computer come questo:

Commodore 64 del 1983 Revisione B

nonostante i limiti tecnologici imposti dalla qualità delle tecnologie dell’epoca, era già in grado di visualizzare grafici colorati, suonare melodie d’accompagnamento ed interagire con l’utente tutto nello stesso momento.
(Nota bene: nell’immagine qui sopra il C64 rev B è appoggiato su un C64c bianco ultima serie e sta utilizzando il suo alimentatore inquanto l’originale è risultato essere non funzionante.)

La vera rivoluzione si ebbe però quando la Commodore nel 1984 presentò l’Amiga 1000 che fu in tutto e per tutto il primo computer multimediale della storia dell’informatica. Aveva persino un sistema operativo Multitasking… peccato che in Commodore i -grandi dirigenti- non abbiano nemmeno lontanamente capito che computer avevano fra le mani. Io sono tutt’ora convinto che non avessero nemmeno capito bene a cosa sarebbe potuta servire tutta quella potenza…
Ed infatti all’epoca (1985-1989) questa macchina venne considerata per lo più un videogioco, alla stessa stregua di quanto oggi possa essere considerata una Playstation o un Xbox. Ma orde di ragazzini brufolosi dell’epoca che utilizzavano queste macchine sapevano in cuor loro che non era così… Purtoppo la dimostrazione della loro ipotesi è stata data anni dopo dalla Microsoft e dai PC che si sono anche auto-accreditati il merito di aver inventato il -multimediale-.
Tralascio ciò che resta del mio pensiero su questi sistemi operativi e hardware dei “giorni nostri” per continuare a parlare della mia retro-avventura.

Lasciatemi terminare però dicendo che è di un piacere impagabile il poter spegnere un computer utilizzando direttamente l’interruttore On/Off…

Ritornando -a bomba- sul retrocomputer voglio parlare della modalità Plug’n'Play dell’ Amiga 1200, cioè di questo gioiello:

Amiga 1200 desnuda.

che aveva questo famigerato “Plug-n-Play” quando… il plug’n'play non si sapeva nemmeno cosa fosse e perchè dovesse esistere !!!
Ho voluto fare un esperimento ed ho acquistato su Ebay un adattore IDE per memorie MD giusto per vedere se poteva essere utilizzato come HardDisk nell’Amiga1200.
Non solo può essere utilizzato ed è pienamente funzionante e compatibile, ma sembra essere costruito apposta per “infilarsi” fra gli spazi disponibili nel -lamierino- interno del computer:

Adattatore da MD a IDE su un' Amiga 1200.

Volete sapere com’è stato difficile installare un dispositivo costruito 15 anni dopo la realizzazione del computer sul quale sta funzionando?
Ho svitato 3 viti ed aperto il case, ho tolto l’hd da 300mb originale ed ho inserito, al posto del cavo,  l’adattatore con già inserita la memoria da 1GB (capacità di -storage- inimmaginabile all’epoca in cui veniva commercializzato il computer). Ho inserito nel lettore floppy il dischetto d’installazione del sistema operativo, ho avviato l’utility di gestione degli HD la quale mi ha chiesto che tipo di dispositivo fosse. Ho selezionato il rilevamento automatico dei parametri e l’utility stessa m’ha risposto una cosa tipo “non è che ho capito proprio béne béne béne cos’è, comunque ho rilevato questi parametri. Fidati vedrai che funziona. Formatto?”. Ho acconsetito e l’unita è stata correttamente formattata ed ora ospita l’workbench 3.1 più molti programmi ed è piena solo per il 2 per cento. Credo che non la riempirò mai.
Questo Amiga lo utilizzo anche per convertire delle immagini “D64″ di dischi per Commodore64 utilizzando un drive 1541-II connesso alla sua porta seriale e gestito dall’utility Easy1541. Funziona alla grande. (Se guardate la foto d’insieme dell’Amiga noterete il 1541-II in basso a sinistra con appoggiata sopra una scatola di floppy da cinque e un quarto DS-DD).
Per tornare al discorso Commodre 64 ne posseggo ora tre: un C64c cioè quello -bianco- ultima generazione del 1992, un C64 rev C del 1983 con Vic -plastico- e chicca della chicche, un C64 1983 Rev B con Vic -ceramico- con tanto di scatola e manuale originali dell’epoca.
Questa foto ritrae un particolare della scheda madre in cui si vede il chip Vic in versione -ceramica-:

Particolare scheda madre C64: Chip VIC versione Ceramica.

La particolarità di questo chip è che è stato sostituito dopo i primi 2 anni (forse meno) di produzione del Commodore 64 dalla versione meno costosa dello stesso realizzata in “plastica” come i chip più moderni.
Logicamente il sistema non si può dire completo se non sono presenti anche un monitor originale Commodore 1802, il Datasette sempre originale Commodore, e l’ormai mitica cartuccia Datel Action Replay VI dall’inconfondibile case rosso con i due pulsanti in bella vista.

Commodore floppy drive 1541 e Datel Action Replay VI

Ok. Dopo questa introduzione nel mondo del retrocomputing, perlomeno nel mio retrocomputing, mi scuserete se mi assento per un po’: ho qualche files da trasferire e da far tornare in vita dopo una quindicina d’anni di letargo…

lug 8

Flavioweb Video